Litigation funding per avvocati: come proporre il supporto non recourse al Suo cliente
Capita di frequente a un avvocato civilista di avere un cliente con un caso giuridicamente solido ma economicamente impossibile da sostenere: i costi anticipati sono fuori portata, il rischio percepito è alto, il cliente rinuncia. Il rifiuto non significa che il caso non valga: significa che il modello tradizionale di compenso non è adeguato. Il litigation funding offre un'alternativa concreta — il cliente accede alla giustizia senza esposizione economica, l'avvocato viene pagato regolarmente per il lavoro svolto, ConCausa si assume costi e rischi.
Il dilemma del caso solido ma non sostenibile
L'avvocato civilista incontra ricorrentemente clienti con casi solidi sotto il profilo giuridico ma non sostenibili sotto quello economico: PMI con sinistri assicurativi rilevanti, privati con responsabilità medica significativa, imprese con violazioni di proprietà industriale strutturate, soggetti con sentenze favorevoli non eseguite.
Le opzioni tradizionali presentano limiti significativi. La parcella tradizionale è inaccessibile per molti clienti. Il patto di quota lite è ammesso (articolo 13, comma 4, L. 247/2012) ma non risolve il problema delle spese vive — perizie, contributi unificati, consulenze tecniche — che il cliente deve comunque anticipare. Il gratuito patrocinio ha limiti reddituali stringenti che escludono molte PMI e privati di ceto medio.
Risultato: cause meritevoli vengono abbandonate, con perdita di valore sia per il cliente sia per l'avvocato. Il litigation funding è strutturalmente concepito per sbloccare proprio questi casi, riportando la decisione di agire o non agire sulla pura solidità giuridica della pretesa.
La cornice giuridica e deontologica del litigation funding tra professionisti
Il litigation funding è stato consolidato come modello giuridico legittimo dalla Corte di Cassazione con quattro pronunce del 2024 — l'ordinanza n. 4427 del 20 febbraio, l'ordinanza n. 7375 del 19 marzo, l'ordinanza n. 7635 del 21 marzo e il decreto del Primo Presidente n. 13749 del 17 maggio. La cessione del credito litigioso al funder è valida anche in assenza di iscrizione del cessionario all'albo degli intermediari finanziari, perché l'operazione non ha causa di finanziamento.
Sul fronte deontologico, l'articolo 1261 del codice civile e la Cassazione (ord. n. 29834 del 20 novembre 2018) impongono che l'avvocato non possa essere cessionario del credito litigioso che gestisce. Questo principio fonda il modello a tre parti: cliente, ConCausa (funder), avvocato gestore — soggetti distinti, ciascuno con il proprio ruolo e la propria responsabilità.
Il rapporto tra avvocato segnalante e funder può essere impostato come una collaborazione professionale conforme alla normativa e alla deontologia applicabile, nel rispetto della libertà del cliente di scegliere se procedere e della separazione dei ruoli. Il consenso del cliente alla segnalazione va documentato.
Come ConCausa lavora con gli avvocati segnalanti
Il flusso operativo è semplice. L'avvocato che identifica un caso idoneo lo segnala a ConCausa — direttamente o invitando il cliente a compilare il modulo di pre-valutazione. ConCausa conduce la pre-valutazione e, se il caso è idoneo, propone al cliente una valutazione approfondita (300€ + IVA, rimborsabili).
L'avvocato segnalante può essere coinvolto nella gestione del caso se possiede i requisiti di specializzazione e se il cliente lo conferma — sempre soggetto al principio di separazione tra avvocato valutatore e avvocato gestore. Quando l'avvocato segnalante non gestisce direttamente il caso, ConCausa assegna un legale dalla propria rete, e l'avvocato segnalante può restare il punto di riferimento del cliente per la relazione complessiva.
Eventuali forme di collaborazione con professionisti vengono valutate caso per caso nel rispetto della normativa professionale e deontologica applicabile, della libertà decisionale del cliente, della trasparenza dei ruoli e dell'assenza di condizionamenti nella scelta del difensore.
Cosa fare ora
Per attivare una collaborazione di segnalazione con ConCausa:
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Identifichi nel Suo portafoglio uno o più casi che potrebbero rientrare nei criteri (di norma: valore superiore a 25.000-50.000 euro, controparte solvibile, base giuridica solida, documentazione adeguata).
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Discuta con il cliente l'opzione del litigation funding e ottenga il suo consenso a essere segnalato a ConCausa.
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Compili il modulo di pre-valutazione segnalando di essere il legale referente, oppure contatti direttamente ConCausa a info@concausa.it per discutere una collaborazione professionale conforme alla normativa e alla deontologia applicabile.
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Riceverà risposta entro 72 ore con la valutazione preliminare del caso e l'eventuale conferma della collaborazione professionale.

Domande frequenti
Ha un cliente con un caso solido ma costoso? Lo inviti a compilare il modulo di pre-valutazione, oppure ci contatti a info@concausa.it per valutare una collaborazione conforme alla normativa professionale applicabile.
